Home - Chi Siamo - Contatti
- Galleria Foto e Video - Le Difficoltà in Montagna - Relazioni delle Vie di Arrampicata
Blog - Chat - Newsletter ed Iscrizioni - Sezione Download
- Meteorologia - Motore di Ricerca - Staff Only
L’indicazione
delle difficoltà di un itinerario viene data per facilitare la scelta di
un’ascensione. Serve in primo luogo per evitare ad escursionisti ed alpinisti
di dover affrontare inaspettatamente passaggi superiori alle loro capacità o ai
loro desideri.
Nonostante una ricerca di precisione, la valutazione delle difficoltà,
soprattutto in alta montagna dove le condizioni ambientali sono molto
variabili, rimane essenzialmente indicativa e va considerata come tale.
DIFFICOLTA’
ESCURSIONISTICHE
Si utilizzano
le cinque sigle della scala del CAI (Club Alpino Italiano) per differenziare
l’impegno richiesto dagli itinerari di tipo escursionistico. Questa
precisazione non è utile soltanto per distinguere il diverso impegno richiesto
da un itinerario, ma anche per definire chiaramente il limite tra le difficoltà
escursionistiche ed alpinistiche.
·
T (TURISTICO). Itinerari
su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben
evidenti e che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono
di solito sotto i 2000 metri di altitudine. Richiedono una certa conoscenza
dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata.
·
N (NATURALISTICO). Itinerari
guidati di particolare interesse storico-geografico con difficoltà simili ai
turistici.
·
E (ESCURSIONISTICO).
Itinerari che si svolgono su sentieri di ogni genere, oppure su evidenti tracce
di passaggio in terreni vari (pascoli, detriti, pietraie), di solito con
segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati
di neve residua, quando, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve
spazio e senza pericoli. Si sviluppano a volte su terreni aperti, senza
sentieri, ma non problematici e sempre con segnalazioni adeguate. Possono
svolgersi su pendii ripidi. I tratti esposti sono in genere protetti da
barriere o assicurati da cavi. Possono avere singoli passaggi su roccia, non
esposti, o tratti brevi non faticosi ed impegnativi grazie ad attrezzature
(scalette, pioli, cavi) che però non necessitano l’uso di equipaggiamento
specifico (imbracatura, dissipatore di energia). Richiedono un certo senso di
orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza del terreno
montagnoso, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento
adeguati. Costituiscono la grande maggioranza dei percorsi escursionistici
sulle montagne italiane.
·
EE (ESCURSIONISTI ESPERTI).
Si tratta di itinerari generalmente segnalati ma che implicano una capacità di
muoversi su terreni particolari. Sentieri o tracce su terreno impervio e infido
(pendii ripidi e/o scivolosi di erba, o misti di roccia ed erba, o di roccia e
detriti). Terreni vari, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai
non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento). Tratti rocciosi con
lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate di minore impegno).
Rimangono invece esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e/o
all’apparenza senza crepacci (perché il loro attraversamento richiederebbe
l’uso della corda e della piccozza e la conoscenza delle relative manovre di
assicurazione). Necessitano di grande esperienza di montagna in generale e
buona conoscenza dell’ambiente alpino; di passo sicuro e assenza di vertigini;
di equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguate. Per i percorsi
attrezzati è inoltre necessario conoscere l’uso dei dispositivi di
autoassicurazione (moschettoni, dissipatore di energia, imbracatura, cordini).
·
EEA (ESCURSIONISTI ESPERTI CON
ATTREZZATURA). Questa sigla si utilizza per
certi percorsi attrezzati o vie ferrate al fine di preavvertire l’escursionista
che l’itinerario richiede l’uso di attrezzature di autoassicurazione.
DIFFICOLTA’
ALPINISTICHE
Tutte le
valutazioni vengono fatte considerando la montagna in buone condizioni e con
tempo favorevole. Si indirizzano ad alpinisti preparati fisicamente e
psicologicamente per il livello di difficoltà prescelto. Le difficoltà sono
espresse con quattro tipi di indicazioni.
1) DIFFICOLTA’
SU ROCCIA
La gradazione dei passaggi viene espressa di solito con
numeri romani utilizzando la scala di valutazione UIAA, ma non è raro trovare
altre scale di valutazione tipo la scala Francese o la scala USA.
ARRAMPICATA
LIBERA
Le
difficoltà valutate in arrampicata libera si intendono superate senza
utilizzare i mezzi di assicurazione, qualunque essi siano, per la progressione,
ma esclusivamente per la sicurezza in caso di caduta. La valutazione dei
passaggi degli itinerari viene espressa con vari gradi, rappresentati da numeri
romani.
·
I
(PRIMO GRADO). E’ la forma più semplice dell’arrampicata, bisogna già
scegliere l’appoggio per i piedi. Le mani utilizzano frequentemente gli appigli
per mantenere l’equilibrio. Non è adatto a chi soffre di vertigini.
·
II
(SECONDO GRADO). Qui inizia l’arrampicata vera e propria, che richiede lo
spostamento di un arto per volta ed una corretta impostazione dei movimenti.
Appigli ed appoggi sono ancora abbondanti.
·
III
(TERZO GRADO). La struttura rocciosa, già più ripida o addirittura
verticale, offre appigli ed appoggi più rari e può già richiedere l’uso della
forza. Di solito i passaggi non si risolvono ancora in maniera obbligata.
·
IV
(QUARTO GRADO). Appigli ed appoggi diventano ancora più rari e/o esigui.
Richiede una buona tecnica di arrampicata applicata alle varie strutture
rocciose (camini, fessure, spigoli), come pure un certo grado di allenamento
specifico.
·
V
(QUINTO GRADO). Appigli ed appoggi sono decisamente rari ed esigui.
L’arrampicata diventa delicata (placche, piccoli strapiombi) o faticosa (per
l’opposizione o incastro in fessure e camini). Richiede normalmente l’esame
preventivo del passaggio.
·
VI
(SESTO GRADO). Appigli e/o appoggi sono esigui e disposti in modo da
richiedere una combinazione particolare di movimenti ben studiati. La struttura
rocciosa può costringere a un’arrampicata delicatissima, oppure decisamente
faticosa dov’è strapiombante. Necessita un allenamento speciale e forza
notevole nelle braccia e nelle mani.
·
VII
(SETTIMO GRADO). Sono presenti appigli e/o appoggi minimi e molto
distanziati. Richiede un allenamento sofisticato con particolare sviluppo della
forza delle dita, delle doti di equilibrio e delle tecniche di aderenza.
Dal VII le difficoltà aumentano fino all’attuale limite estremo (XI).
Ogni grado può avere una ulteriore suddivisione in inferiore (-) o superiore
(+).

ARRAMPICATA
ARTIFICIALE
Le
difficoltà valutate in arrampicata artificiale si intendono superate con l’uso
di mezzi artificiali (chiodi, cunei, nuts, friends, cordini, staffe,
moschettoni, corde) utilizzati per la progressione. Viene anche considerato
arrampicata artificiale l’utilizzo di un mezzo artificiale non per la
progressione in senso stretto ma per la sistemazione della protezione successiva.
·
A0. La forma
più semplice dell’arrampicata artificiale. I passaggi sono prevalentemente in
arrampicata libera, ma le assicurazioni intermedie (chiodi, cunei, nuts,
friends, cordini intorno a clessidre o spuntoni) vengono utilizzati come
appiglio o appoggio; le staffe invece non sono necessarie. Anche tenersi o
farsi tenere in trazione sulla corda, compiere traversi o pendoli con la corda
rientra nella classificazione AO.
·
A1. Chiodi ed
altri mezzi artificiali si posano con relativa facilità. Il passaggio richiede
poca forza. E’ sufficiente l’uso di una staffa per ogni membro della cordata.
·
A2. Si hanno
maggiori difficoltà nella posa dei mezzi artificiali (roccia compatta o
friabile, fessure cieche). Il passaggio è faticoso e si svolge spesso su
placche verticali lisce o leggeri strapiombi. Richiede l’impiego di due staffe
a testa ed una buona tecnica per il loro uso.
·
A3. Alle
maggiori difficoltà presentate dalla roccia per la posa dei mezzi artificiali
si aggiunge lo sforzo dovuto a posizioni scomode e precarie (strapiombi molto
pronunciati, tetti). Necessita di almeno due staffe a testa e di una buona
tecnica per il loro recupero.
·
A4,
A5.
Sono caratterizzati in misura crescente dalla precarietà dei mezzi artificiali,
che in genere non sono più sufficienti a garantire anche una buona
assicurazione. La progressione diviene estremamente delicata.
·
AE. La sigla
AE indica solo che sono stati impiegati chiodi a espansione o spit.
Ogni grado
può avere una ulteriore suddivisione in inferiore (-) o superiore (+).
Nota Bene:
Qualora un passaggio originariamente superato in artificiale sia poi stato
percorso in arrampicata libera, si usa indicare le due valutazioni
corrispondenti (esempio: A1 oppure VII).
ARRAMPICATA
MISTA
Quando una
via presenta passaggi superati in libera e altri superati in artificiale, si
abbinano le rispettive indicazioni, facendo precedere quella riferita ai
passaggi più frequenti (esempio: A1/VII significato: A1 prevale sul VII; VII/A2
significato: VII prevale su A2).
2) CARATTERISTICHE
DELLA VIA
Prima di
ogni relazione vengono date indicazioni sulla lunghezza della via, intesa come
sviluppo in metri di arrampicata dalla base della parete fino all’uscita, sul
tipo di terreno (falesia di avventura o falesia sportiva), sulla qualità della
roccia, sulla difficoltà di ascensione, sullo stato della chiodatura, sul
numero di protezioni presenti in parete, nonché eventuali consigli per l’uso di
mezzi di assicurazione o progressione particolari.
Nota
Bene: Le indicazioni di lunghezza del tiro, nella descrizione di un itinerario
si riferiscono ai metri di arrampicata e vengono in genere stimati secondo
lunghezze di corda di circa 30 metri. Se sono richieste corde più lunghe di 60
metri viene specificato.
3) VALUTAZIONE
D’INSIEME
E’ una
valutazione complessiva del livello tecnico e dell’impegno globale richiesto
per un’ascensione, che tiene conto dei due gruppi di indicazioni precedenti:
rappresenta perciò la somma e la media delle difficoltà tecniche dei singoli
passaggi. Viene espressa mediante le sette sigle seguenti, ed e completata
dall’indicazione dei passaggi di massima difficoltà.
·
F. Facile.
·
PD. Poco difficile.
·
AD. Abbastanza
difficile.
·
D. Difficile.
·
TD. Molto difficile.
·
ED. Estremamente difficile.
·
EX. Eccezionalmente difficile.
4) DIFFICOLTA’
SU NEVE E/O GHIACCIO
Per
questo tipo di ascensioni si considerano le condizioni mediamente buone (non
ottime) della montagna. Le inclinazioni dei pendii sono espresse in gradi. Per
analogia con la valutazione d’insieme delle salite su roccia, pur tenendo conto
della variabilità degli elementi, si usano le stesse sigle (F, PD, AD, D, TD,
ED, EX).
Se
l’ascensione si svolge su terreno misto (neve e roccia) vengono indicati anche
i gradi dei passaggi rocciosi, mettendo comunque in risalto le caratteristiche
dominanti.